dal web

sabato 11 giugno 2011

PARCO GUELL



Park Güell fu l’ennesimo progetto che Gaudì realizzò per il suo mecenate, l'industriale Eusebi Güell y Bacigalupi, e che i due insieme concepirono non come un parco o un giardino pubblico ma più come una città giardino.
Gli abitanti di Barcellona non accolsero con  entusiasmo l’idea di Güell tanto che solo 2 dei 60 lotti realizzati ( erano quindi previste in progetto 60 ville) furono acquistati e il progetto venne di conseguenza accantonato per mancanza di fondi nel 1914.






LA CASA  MUSEO DI GAUDI'



In una delle due case già costruite si trasferì quindi Gaudì con il padre e la figlia della sorella e ci rimase finchè non si trasferì definitivamente nel cantiere della Sagrada Familia dove praticamente visse lavorando 24 ore al giorno fino alla sua morte.














Nel 1922 il comune  comprò la proprietà decidendo di cambiarne il progetto, e di affidare a Gaudì la trasformazione della città-giardino in parco pubblico.

Gaudì realizzò quest'opera dando libero sfogo alla propria fantasia e ricalcando la struttura di un paesaggio naturale: vi si trovano, infatti, fontane, grotte, colonne-albero e arcate artificiali di roccia. 





Le mura di cinta furono costruite seguendo il profilo sinuoso dei molteplici cambi di pendenza della montagna sulla quale è costruito il parco, creando così un profilo ondulato della struttura. Le mura furono inoltre ricoperte da frammenti di ceramica rossi e bianchi che svolsero la funzione di decorazione e d'impermeabilizzazione.

...


Non è la natura che si adatta spesso violentemente alla volontà dell' uomo, ma è l' uomo che in base alla natura circostante interviene, adattando la propria opera.
 .


L'ENTRATA





I padiglioni di entrata al parco. Una delle due costruzioni, la portineria, ha una torre interamente di maiolica colorata, oltre la quale una doppia scalinata simmetrica, ornata dal celebre dragone, sale alla sala coperta, che  avrebbe dovuto accogliere gli spazi in comune della città-giardino.
... 








In cima alla scalinata principale con la fontana a forma di salamandra (simbolo dell'alchimia e del fuoco) si trova la sala ipostila, a forma di un tempio classico greco.


 


Questa sala, chiamata anche sala delle 100 colonne si situa sotto la piazza centrale del parco. La sala è costituita da 84 colonne dorico-greco (e anche egizie) , inclinate nella fila esterna appositamente per sorreggere il soffitto ondulato ricoperto da molteplici frammenti di ceramica policroma.





...




La copertura, costituita da una cupola e da una terrazza circolare soprastante, è  racchiusa da una interminabile panchina ricoperta anch'essa da un bellissimo mosaico multicolore; infatti è punto centrale del parco e funge da "piazza mercato", concepita come luogo d’incontro per tutti gli abitanti del borgo giardino nonché come luogo di rappresentazioni teatrali e manifestazioni culturali.







 Le panchine della piazza sono straordinarie per le loro decorazioni.











Nessun commento:

Posta un commento


ANTONI GAUDI'

Antoni Gaudí i Cornet nacque nel 1852 a Reus (Baix Camp, Tarragona) da una famiglia di calderai. Fin da piccolo fu attratto dai colori e dalla geometria e fu anche un attento osservatore della natura e dell'ambiente circostante: ammirava il lavoro di suo padre e di suo nonno, artigiani del rame molto abili nei lavori manuali. E proprio seguendo queste passioni che gli erano state tramandate, la sua grande immaginazione e l'abilità nei calcoli, a 17 anni andò a Barcellona a studiare architettura. Ma come tutti gli artisti geniali sollevò molte critiche e diffidenze tra i suoi professori, per il suo estro che già si iniziava a mostrare esuberante. I suoi primi lavori svegliarono l'interesse della borghesia catalana che subito confidò in lui per portare a termine opere creative e singolari. Questo fu il caso dell'industriale Eusebi Güell che lo contrattò per la costruzione di un palazzo, di una chiesa per una colonia industriale ed alcuni padiglioni per la sua residenza estiva. Inoltre, Güell gli incaricò anche il progetto della città giardino che avrebbe dovuto portare il suo nome. Ma l’opera più emblematica di Gaudì è il Tempio Espiatorio della Sagrada Família al quale l'artista Gaudí si dedicò anima e corpo fino al resto dei suoi giorni.
Il segno della straordinarietà di Gaudí lo si ritrova anche nel modo in cui questo artista è morto: investito da un tram, quando questi andavano al massimo a 20 km all’ora. Forse quel giorno Gaudì era come sempre per la testa tra le nuvole, ad immaginare nuove e visionarie opere; quelle che lo hanno reso l'artista più emblematico ed originale di Barcellona.
Perciò una parte importante del vostro viaggio nella capitale catalana dovrebbe essere dedicato a Gaudì, alle sue case e ai suoi giardini dalle architetture fantasiose, dalle forme fantastiche e surreali, dai colori che regalano alla città un tocco di magia indiscutibile.
(da Viaggio in Spagna)