dal web

mercoledì 29 giugno 2011

LA SAGRADA FAMILIA


...

La basilica è ancora in fase di costruzione. I lavori sono cominciati nel lontano 1882 e proseguiranno ancora per molti anni, probabilmente fino al 2026. Anche se non conclusa, la chiesa è stata consacrata da papa Benedetto XVI il 7 novembre 2010 ed elevata al rango di basilica minore.
...



...

LA FACCIATA DELLA NATIVITA'


Nel 1866 nacque l'Associació Espiritual de Devots de Sant Josep (Associazione spirituale dei devoti di San Giuseppe), con l'intento di promuovere la fabbricazione di un tempio dedicato alla Sacra Famiglia. Tramite le donazioni che riceveva, l'associazione HOTEL comprò il terreno su cui ora sorge la chiesa nel 1881 e l'anno seguente si dette avvio alla costruzione secondo un progetto neogotico, cominciando a realizzare la cripta. La cripta fu per un certo momento custode del cuore di S.Pietro e fu anche utilizzata come prigione.
Dopo disaccordi tra l'associazione e l'architetto originale, Francisco de Paula del Villar y Lozano, Gaudí ottenne l'incarico nel 1883 e continuò la costruzione della cripta introducendo variazioni ma mantenendo quanto costruito. Lavorò al progetto per oltre 40 anni, dedicando completamente a questa impresa gli ultimi 15 anni della sua vita. Questa dedizione tanto intensa ha una spiegazione, oltre all'enormità dell'opera, anche nel fatto che Gaudí definiva molti particolari man mano che la costruzione avanzava, invece di averli concretizzati in precedenza nei suoi piani e istruzioni. Per lui, la presenza personale nell'opera era di fondamentale importanza. Gaudì considerava infatti questa opera come la sua vita seguendola in ogni piccolo passaggio.
...
...
Con l'avanzare dell'innalzarsi della costruzione, lo stile divenne sempre più fantastico, con quattro torri affusolate che ricordano i termitai o i gocciolanti castelli di sabbia dei bambini. Si tratta di forme ereditate dell'architettura neogotica, secondo i cui canoni la chiesa era stata inizialmente concepita: ciononostante, traevano la loro ispirazione dalla forma dei nidi di termite.

...

SCULTURE DELLA FACCIATA DELLA NATIVITA'

...


...


...


...


...


...

L'INTERNO DI GAUDI'
...


...

All'interno, la Sagrada Familia è ovviamente ancora da terminare, e manca ogni arredo:le navate sono in costruzione,si dice abbiano colonne analoghe ad alberi giganteschi con dei 'rami'e il soffitto come girasoli aperti verso la Luce. Gaudì diceva che questa zona doveva essere come un bosco.La pianta è a croce latina,con cinque navate e tre nel transetto;un chiostro e la cripta.

...


...

LA FACCIATA DELLA PASSIONE

...


...


Nel 1954 viene costruita la facciata della Passione: si gettano le sue fondamenta e si sollevano i muri. Gli architetti scelti per i lavori del tempio furono Quintana, Puig Boada e Bonet Garí.

...


...

Questa facciata del Tempio è il simbolo della desolazione, del dolore e della morte di Gesù Cristo.
Si presenta nuda, con forme semplici ed ornamenti scarni quasi come a rispettare  il dolore del Cristo.

...



L’insieme dei suoi elementi architettonici sembrano avvolti dall’assurdo.
Le colonne sembrano ossa e gli ornamenti di fiori e animali rappresentano il sentimento della perdita irreversibile provocata dalla morte.
...




La facciata della passione si compone anche di tre portoni rappresentanti le virtù teologali e quattro campanili dedicati agli Apostoli: San Jaime, San Bartomeu, San Tomás e San Felipe.
Nella parte terminale dei finestroni si offrono i frutti di inverno ed autunno: castagne, granate ed arance, un'altra dimostrazione ben chiara dell'influenza del mediterraneo nell'opera. 

...


LE SCULTURE DELLA FACCIATA DELLA PASSIONE

...


  ...


...


...


...

lunedì 13 giugno 2011

DI CHIESA IN CHIESA


...

Tempio del Sacro Cuore di Gesù
sul monte del Tibidabo









...

La Cattedrale
dedicata alla Santa Croce e a Sant'Eulalia









...

Santa Maria del Pi o del Mar












...


S.Agata in Placa del Rei
















...

Chiesa di San Pau de Camp





...


Chiostro di San Pau de Camp

...

Chiesa di Sant'Anna





...


Il chiostro di Sant'Anna

...


domenica 12 giugno 2011

GAUDI': CASA BATLLO'

Casa Batlló (1904-1906)





Brillante esempio del Modernismo catalano quest’opera venne commissionata a Gaudí dalla ricca famiglia Batlló e tutti i guadagni ottenuti dalla sua realizzazione li destinò per il grande progetto della Sagrada Familia.

I materiali più classici del Modernismo sono presenti in questo edificio. Gaudí coprì tutta la facciata ed i tetti della Casa Batlló con ceramica di colori formando i suoi classici mosaici.
La casa Batlló è uno degli edifici più belli del quartiere barcellonese di Eixample. Si tratta dell'abitazione della famiglia Batllò trasformata da Gaudì tra il 1904 e il 1906 e rappresentante una delle sue opere più vivaci.


Le curve delle funestre, dei balconi e del tetto
avvolgono la costruzione come onde del mare.



Dalla soffitta, caratterizzata da una serie di alte volte,
come nella Casa Mila, si accede al tetto.


Il tetto ondulato invece, è coperto di "scaglie" ed ha le sembianze di un drago senza testa né coda.


L'ondulanza al centro della facciata simboleggia la freccia che S.Giorgio lanciò per colpire il drago.
Una luce soffusa entra dalle grandi finestre della facciata


Anche all'interno le finestre prendono luce dall'alto


Nel suo interno spicca l'interesse di Gaudí per le opere artigianali.






GAUDI': CASA MILA', "LA PEDRERA"





La Casa Milà, più conosciuta come "La Pedrera", è un altro dei capolavori artistici di Gaudì. Costruita tra il 1906 e il 1910, anticipa in qualche modo, già lo stile della Sagrada Familia di cui si nota la somiglianza con la struttura aspra.



 
È composta da una serie di muri-tenda in pietra e dipinti al loro interno, con la facciata principale aperta ed ornata con grandi finestroni e balconi con ringhiere in ferro. Ma un particolare che dovete sicuramente notare riguarda i fantasiosi camini sul tetto.
 
 
 
La sua soffitta è formata da un'impressionante successione di 270 archi di mattone, in cui oggi si espone una mostra dell'architetto catalano.
 

 
 
Questa soffitta supporta una terrazza con una splendida vista panoramica.
 
 
Dalla terrazza è visibile il cortile interno.
 
 
La scala del cortile esterno
 
 
 

 
Anche gli interni e gli arredi sono straordinari e suggestivi
 
 
 
 
 
 
 
 
 

ANTONI GAUDI'

Antoni Gaudí i Cornet nacque nel 1852 a Reus (Baix Camp, Tarragona) da una famiglia di calderai. Fin da piccolo fu attratto dai colori e dalla geometria e fu anche un attento osservatore della natura e dell'ambiente circostante: ammirava il lavoro di suo padre e di suo nonno, artigiani del rame molto abili nei lavori manuali. E proprio seguendo queste passioni che gli erano state tramandate, la sua grande immaginazione e l'abilità nei calcoli, a 17 anni andò a Barcellona a studiare architettura. Ma come tutti gli artisti geniali sollevò molte critiche e diffidenze tra i suoi professori, per il suo estro che già si iniziava a mostrare esuberante. I suoi primi lavori svegliarono l'interesse della borghesia catalana che subito confidò in lui per portare a termine opere creative e singolari. Questo fu il caso dell'industriale Eusebi Güell che lo contrattò per la costruzione di un palazzo, di una chiesa per una colonia industriale ed alcuni padiglioni per la sua residenza estiva. Inoltre, Güell gli incaricò anche il progetto della città giardino che avrebbe dovuto portare il suo nome. Ma l’opera più emblematica di Gaudì è il Tempio Espiatorio della Sagrada Família al quale l'artista Gaudí si dedicò anima e corpo fino al resto dei suoi giorni.
Il segno della straordinarietà di Gaudí lo si ritrova anche nel modo in cui questo artista è morto: investito da un tram, quando questi andavano al massimo a 20 km all’ora. Forse quel giorno Gaudì era come sempre per la testa tra le nuvole, ad immaginare nuove e visionarie opere; quelle che lo hanno reso l'artista più emblematico ed originale di Barcellona.
Perciò una parte importante del vostro viaggio nella capitale catalana dovrebbe essere dedicato a Gaudì, alle sue case e ai suoi giardini dalle architetture fantasiose, dalle forme fantastiche e surreali, dai colori che regalano alla città un tocco di magia indiscutibile.
(da Viaggio in Spagna)